martedì 14 settembre 2010

Il massaggio in gravidanza


L’arte del massaggio è nata con la vita e appartiene tanto al genere umano quanto a quello animale. E’ il mezzo più antico, naturale e istintivo per rigenerare il corpo e la mente. Pensiamo all’effetto anche solo di una semplice carezza !
Agli inizi del V secolo a.C., Ippocrate, padre della medicina occidentale, scrisse: “Il medico deve saper fare molte cose, ma sicuramente deve saper massaggiare.” Dallo studio degli effetti del massaggio sui pazienti, egli dedusse che “... tutti i medici dovrebbero includere il massaggio nelle loro pratiche curative come modo per favorire la salute e la longevità.”

In ogni cultura e in ogni epoca, il massaggio è stato utilizzato anche durante la gravidanza, nonché come supporto al travaglio e al parto, senza trascurare la sua estrema utilità durante il puerperio e come “linguaggio” comunicativo tra madre e bambino. Durante la gravidanza, ogni madre, anche inconsapevolmente, massaggia il bambino e si lascia massaggiare da lui interpretando i bisogni e i desideri che egli esprime tramite movimenti e posizioni. Il tatto è il più importante dei cinque sensi: da esso dipende la coscienza di noi stessi e la percezione della realtà che ci circonda. E’ il tatto che ci dà il senso della profondità, dello spessore e della forma delle cose che si trovano al di fuori della nostra mente e del nostro corpo. Ogni emozione, prima di penetrare in noi, viene filtrata dai sensori tattili della pelle. Il senso del tatto è il primo a svilupparsi nell’embrione umano a sole otto settimane di gestazione; quando esso è lungo appena tre centimetri, basta un lieve sfioramento della zona dove si stanno formando le labbra perché il nascituro reagisca muovendo la testa. Il bisogno di contatto fisico e di stimolazione, necessità primaria dell’uomo, rimane costante per tutta la vita. Crescendo, troviamo nuovi canali di comunicazione, come lo sguardo, il sorriso, la parola, ma la necessità del contatto epidermico rimane forte anche per gli adulti. Il contatto fisico è il linguaggio che usiamo istintivamente per esprimere i nostri sentimenti, per far sentire agli altri che li amiamo e li apprezziamo. Attraverso il massaggio, non soltanto rispondiamo a un bisogno primario, ma ci “apriamo” fisicamente e mentalmente all’ascolto dell’altro, favorendo l’instaurarsi di una relazione precoce. Il massaggio eseguito con amore riconosce il linguaggio del corpo e ne segue i ritmi naturali: il respiro, le pause, i silenzi..... Il massaggio è dunque una lezione vissuta e appresa sulla nostra pelle, massaggio che ci mette in contatto con la nostra interiorità e i nostri bisogni. Qualunque sia la nostra età, tutti abbiamo bisogno di tenerezza e di amore, e il contatto fisico è uno dei mezzi più vitali per comunicare, per dare e per ricevere. E’ ormai comunemente riconosciuto che attraverso la riscoperta e del corpo e l’osservazione delle tensioni che lo bloccano, si riesce non solo a sviluppare la forza fisica, ma anche a migliorare la qualità della propria vita. Sul piano fisiologico, il massaggio procura benefici evidenti, migliora la tonicità della muscolatura e la rivitalizza, allenta le tensioni anche profonde favorendo il ritorno a un normale trofismo; favorisce la circolazione del sangue e linfatica, giovando così al sistema immunitario; inoltre ha un effetto sedativo sul sistema nervoso, rilassa i muscoli e abbassa la pressione arteriosa, facilita la respirazione e la rende più ampia. Non vanno trascurati gli effetti sul piano emozionale: il massaggio riattiva e accresce la sensibilità, l’energia e la sensazione di benessere psicofisico riducendo lo stress, alleviando i dolori originati dalle tensioni, facilitando il sonno e sviluppando i legami fra le persone. Dal massaggio nascono infatti fiducia, rispetto, comprensione, nonché un forte senso di reciproca conoscenza fisica. Non si sa ancora con certezza quali siano i meccanismi che provocano questi effetti psicofisici, ma sicuramente una parte importante è svolta dall’interazione fra massaggiato e massaggiatore. Farsi massaggiare significa accettare l’altro e aprirci a lui, entrando in una meravigliosa sensazione di fusione che aumenta la nostra capacità di amarci e di amare.Un ambiente sereno aiuta a vivere serenamente la gravidanza; più momenti di benessere viviamo, più ne facciamo vivere al nostro bambino, aiutandolo così a crescere in un’armonia fisica, psicologica, emotiva e spirituale. A partire dal concepimento e per tutta la gravidanza, nella donna avvengono molteplici cambiamenti sia sul piano fisico che su quello mentale e spirituale. Il corpo assume nuove forme, il ventre si apre per accogliere un essere in formazione, dipendente in tutto e per tutto dalla madre. La mente sperimenta nuovi pensieri e nuove responsabilità, ritrovando un legame sottile con una mente più aperta. Ma la trasformazione maggiore avviene sul piano sensoriale energetico: la donna sta vivendo un’esperienza che la avvicina alla Creazione Divina, ed è in una condizione di completa apertura, di contatto costante con le sue dimensioni sottili. Il ‘sesto senso’ che ogni madre possiede per intuito ne è la prova. La ricettività della madre e del bambino è così totale che sembra di assistere a una sorta di ‘osmosi emotiva’, ben comprensibile se si considera la profonda unità che essi costituiscono. Queste trasformazioni sono governate dalla parte più arcaica del cervello che agisce sul piano biochimico modificando il livello di endorfine prodotte. Recenti ricerche hanno scoperto che l’apparato cerebrale ricettore delle emozioni, il sistema libico, è già completamente sviluppato nel feto a partire dalla sesta settimana di vita: ciò significa che il bambino, a un mese e mezzo dal concepimento, è già in grado di provare tutte le emozioni. Questo spiega come l’ambiente circostante, il vissuto della madre, i suoi valori e comportamenti, i suoi pensieri e le emozioni, siano informazioni che il nascituro riceve e che influenzano la formazione e il funzionamento delle sue cellule. Nel capitale genetico del bambino è inscritto il vissuto personale dei suoi genitori. Il ruolo del massaggio in gravidanza è di accompagnare la donna, rilassandola, all’ascolto dei suoi ricordi nel grembo materno, creando, come già detto, un ponte di collegamento fisico, emotivo ed energetico fra le sensazioni della madre e quelle del bambino. In questo modo i due protagonisti della gravidanza possono avvicinarsi, sentirsi, ascoltarsi e..... anche parlarsi. Inoltre, durante il primo trimestre, il massaggio svolge un ruolo importante sul piano fisico prevenendo e limitando i piccoli disturbi di quel periodo, come nausee, gonfiori e stanchezza. Durante la gravidanza, è importante che la madre riceva un massaggio rilassante preferibilmente una volta alla settimana, che la aiuti a sbloccare, calmare, distendere un corpo sottoposto a cambiamenti rapidissimi. In tal modo potrà attenuare e talvolta persino evitare il dolore alla schiena, il rilassamento dei tessuti, l’affaticamento e la pesantezza delle gambe. Il secondo trimestre è il periodo migliore per approfondire la relazione madre-padre- bambino. La pancia ora è ben visibile e il padre, toccandola, accarezzandola, massaggiandola, entra in rapporto col figlio; egli non si sente un escluso come accadeva in passato, bensì, come è giusto, un protagonista diretto e attivo nella formazione psicofisica del proprio bambino. La donna, a sua volta, non si sente l’unica responsabile degli eventi, ma può condividere questa esperienza con il compagno. Entrambi provano le stesse emozioni, condividono lo stesso ‘sentire’, parlano la stessa lingua, si conoscono meglio e imparano ad accettarsi. E’ in questo periodo che il massaggio della mamma al suo bambino in utero, già iniziato sul piano mentale ed emotivo fin dalle prime settimane, diventa più ‘fisico’. Ora le sue mani ‘sentono’ il corpo ‘contenuto’ nel suo grembo. Il ‘contatto’ sia di mamma che di papà è tangibile. La pratica del massaggio per la donna nell’ultimo periodo della gravidanza si concentra sulla zona lombare e sul ventre, che va accarezzato e coccolato con dolcezza. Utilizzando tecniche quali: digitopressione, moxa, riflessologia plantare, ecc. – a volte persino parlando al bambino nei termini giusti invitandolo ad assumere la posizione encefalica - è possibile intervenire anche sulla posizione del bambino nonché su problemi strutturali e funzionali della donna che compaiono negli ultimi mesi. Il sistema linfatico e circolatorio nonché le ghiandole endocrine, così importanti per la buona riuscita del parto, sono stimolate e potenziate dal massaggio. La sensibilità psicofisica acquisita durante i mesi precedenti, anche grazie al massaggio, serve ora più che mai a mantenere un ‘contatto’ costante con il nascituro. Il compagno (o chi per esso) ha già imparato dove toccare per rilassare, dove premere per stimolare, dove sfiorare per alleggerire. Il rapporto fisico che si è instaurato all’interno della triade è pronto per essere vissuto. E’ opportuno quindi mantenere un trattamento prenatale settimanale e dedicare sempre più tempo durante la giornata alla stimolazione e al contatto con il bambino e il compagno. Subito dopo la nascita, la madre dovrebbe prendere il neonato e adagiarlo sul proprio ventre. Questo primo importantissimo contatto ‘pelle contro pelle’ trova nel silenzio tutta la sua capacità di comunicare. Le mani della mamma abituate al massaggio, al tocco e al linguaggio tattile, sapranno trovare il ‘giusto ritmo’ per calmare, rassicurare e amare.

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